La vita invisibile di Addie LaRue
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Voto: 7,5/10 Una fiaba sospesa nel tempo, tra l’Europa degli ultimi tre secoli e una New York da film che sprizza arte e poesia da tutti i pori. Bisogna sempre stare attenti a quel che si desidera perché si rischia di ottenerlo: è carissimo il prezzo che la giovane Adeline si trova a pagare per la tanto agognata libertà, condannata a muoversi come un fantasma di secolo in secolo, senza poter mai lasciare una traccia di sé se non come evanescente musa senza nome. Il racconto ha un che di languido e riesce ad ammaliare, ma non mi spingo più in là con il mio voto perché mi lascia perplessa la raffigurazione di una New York un po’ troppo cool per i miei gusti, popolata praticamente da soli artisti, tra tramonti sui terrazzi e misconosciuti speakeasy, installazioni artistiche e chi più ne ha più ne metta. Preferisco qualcosa di più concreto e meno idealizzato, ed è strano che un setting eccessivamente edulcorato abbia finito per annoiarmi e quasi offuscare la solidità della storia, molto classica, ma che funziona e scorre molto facilmente.
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Voto: 7,5/10 Una fiaba sospesa nel tempo, tra l’Europa degli ultimi tre secoli e una New York da film che sprizza arte e poesia da tutti i pori. Bisogna sempre stare attenti a quel che si desidera perché si rischia di ottenerlo: è carissimo il prezzo che la giovane Adeline si trova a pagare per la tanto agognata libertà, condannata a muoversi come un fantasma di secolo in secolo, senza poter mai lasciare una traccia di sé se non come evanescente musa senza nome. Il racconto ha un che di languido e riesce ad ammaliare, ma non mi spingo più in là con il mio voto perché mi lascia perplessa la raffigurazione di una New York un po’ troppo cool per i miei gusti, popolata praticamente da soli artisti, tra tramonti sui terrazzi e misconosciuti speakeasy, installazioni artistiche e chi più ne ha più ne metta. Preferisco qualcosa di più concreto e meno idealizzato, ed è strano che un setting eccessivamente edulcorato abbia finito per annoiarmi e quasi offuscare la solidità della storia, molto classica, ma che funziona e scorre molto facilmente.




