Il conte di Montecristo

Il conte di Montecristo

Softcover
4.23

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Description

Nel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d'If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l'amicizia con un altro prigioniero gli procura l'evasione nonché un favoloso tesoro, ne farà lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. Le mille identità che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di Dumas sa far voltare pagina come pochi altri, con la stessa urgenza con cui i lettori di due secoli fa aspettavano l'uscita della puntata successiva.

Book Information

Main Genre
Novels
Sub Genre
Classics
Format
Softcover
Pages
1249
Price
25.50 €

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4.5

 Tutti conosciamo la vicenda di Edmond Dantes, della sua prigionia ingiusta e della spietata vendetta che ne è seguita. Inutile addentrarsi di più nella trama perchè quella de "Il conte di Montecristo" è forse la storia più complessa e articolata che mi sia capitato di leggere, e riassumerla in poche righe sarebbe impossibile. E' uno dei più illustri esempi di feuilleton ottocentesco, un romanzo pieno di eccessi; i protagonisti sono consumati dalle passioni: il dolore li annienta, l'amore li eleva, l'odio li esalta. E al di sopra di tutti loro si staglia lui, il Conte di Montecristo. Nato dalle ceneri di Edmond Dantes, è una figura dalla natura quasi divina: ricco come Creso, sapiente come Platone e Aristotele, implacabile come un angelo vendicatore. Si ritene uno strumento della provvidenza e si abbatte sui suoi nemici senza badare alle conseguenze, in preda ad un delirio di onnipotenza che si placherà solo nelle ultime pagine, quando il seme del dubbio e del rimorso comincerà a germogliare dentro di lui.E' chiaro che questo non è un romanzo di introspezione psicologica o di dilemmi etici e filosofici; è tutto bianco o nero: i cattivi sono perfidi ed i buoni angelici, il bene trionfa ed il male viene punito. Anche lo stile non è particolarmente elegante, anzi è spesso prolisso e pieno di ripetizioni. Quali sono dunque i meriti del libro, cosa lo ha reso un classico immortale? La forza sta tutta nella trama, che fra fughe rocambolesche, cambi di identità, duelli e rapimenti lo rende uno dei romanzi più appassionanti che siano mai stati scritti.Il motivo per cui non rientra nell'olimpo dei miei prediletti è che purtroppo non sono mai entrata in sintonia col protagonista, troppo freddo nella sua onnipotenza; inoltre il finale non ha soddisfatto pienamente le mie aspettative, non per demeriti oggettivi ma per una questione di gusti personali. Resta comunque un'opera grandiosa ed imponente, che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. 

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