Tutti conosciamo la vicenda di Edmond Dantes, della sua prigionia ingiusta e della spietata vendetta che ne è seguita. Inutile addentrarsi di più nella trama perchè quella de "Il conte di Montecristo" è forse la storia più complessa e articolata che mi sia capitato di leggere, e riassumerla in poche righe sarebbe impossibile. E' uno dei più illustri esempi di feuilleton ottocentesco, un romanzo pieno di eccessi; i protagonisti sono consumati dalle passioni: il dolore li annienta, l'amore li eleva, l'odio li esalta. E al di sopra di tutti loro si staglia lui, il Conte di Montecristo. Nato dalle ceneri di Edmond Dantes, è una figura dalla natura quasi divina: ricco come Creso, sapiente come Platone e Aristotele, implacabile come un angelo vendicatore. Si ritene uno strumento della provvidenza e si abbatte sui suoi nemici senza badare alle conseguenze, in preda ad un delirio di onnipotenza che si placherà solo nelle ultime pagine, quando il seme del dubbio e del rimorso comincerà a germogliare dentro di lui.E' chiaro che questo non è un romanzo di introspezione psicologica o di dilemmi etici e filosofici; è tutto bianco o nero: i cattivi sono perfidi ed i buoni angelici, il bene trionfa ed il male viene punito. Anche lo stile non è particolarmente elegante, anzi è spesso prolisso e pieno di ripetizioni. Quali sono dunque i meriti del libro, cosa lo ha reso un classico immortale? La forza sta tutta nella trama, che fra fughe rocambolesche, cambi di identità, duelli e rapimenti lo rende uno dei romanzi più appassionanti che siano mai stati scritti.Il motivo per cui non rientra nell'olimpo dei miei prediletti è che purtroppo non sono mai entrata in sintonia col protagonista, troppo freddo nella sua onnipotenza; inoltre il finale non ha soddisfatto pienamente le mie aspettative, non per demeriti oggettivi ma per una questione di gusti personali. Resta comunque un'opera grandiosa ed imponente, che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita.
26. Nov.Nov 26, 2025
Il conte di Montecristoby Alexandre DumasRizzoli
