I baffi
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E' il primo libro di Carrere a cui mi approccio e ne sono emersa frastornata.Una moglie non nota che il marito si è rasato i baffi: da questo evento insignificante prende il via una vicenda surreale, che dubbio dopo dubbio farà precipitare il protagonista nella follia.Impossibile non notare le somiglianze con Uno, nessuno e centomila, ma mentre quella di Pirandello è un'opera filosofica sulla frammentazione dell'io nonché una critica al materialismo, qui Carrère costruisce un thriller psicologico, un crescendo di tensione drammatica che condurrà all'inevitabile epilogo.L'inizio del libro è esplosivo, si viene immediatamente catapultati in una realtà paranoica e disturbante in cui crollano tutte le certezze sia del protagonista che di noi lettori; andando avanti però la storia perde incisività, la parte della fuga è un lungo flusso di coscienza che smorza il pathos che ci aveva accompagnato fino a quel momento. Si va avanti a leggere sperando che la scrittura riprenda ritmo, invece si arriva repentinamente al finale: spiazzante, ma poco soddisfacente.Pur non essendo nelle mie corde riconosco che sia un romanzo originalissimo e ben scritto, peccato solo per la differenza qualitativa tra la prima e la seconda parte.
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E' il primo libro di Carrere a cui mi approccio e ne sono emersa frastornata.Una moglie non nota che il marito si è rasato i baffi: da questo evento insignificante prende il via una vicenda surreale, che dubbio dopo dubbio farà precipitare il protagonista nella follia.Impossibile non notare le somiglianze con Uno, nessuno e centomila, ma mentre quella di Pirandello è un'opera filosofica sulla frammentazione dell'io nonché una critica al materialismo, qui Carrère costruisce un thriller psicologico, un crescendo di tensione drammatica che condurrà all'inevitabile epilogo.L'inizio del libro è esplosivo, si viene immediatamente catapultati in una realtà paranoica e disturbante in cui crollano tutte le certezze sia del protagonista che di noi lettori; andando avanti però la storia perde incisività, la parte della fuga è un lungo flusso di coscienza che smorza il pathos che ci aveva accompagnato fino a quel momento. Si va avanti a leggere sperando che la scrittura riprenda ritmo, invece si arriva repentinamente al finale: spiazzante, ma poco soddisfacente.Pur non essendo nelle mie corde riconosco che sia un romanzo originalissimo e ben scritto, peccato solo per la differenza qualitativa tra la prima e la seconda parte.




