Il cacciatore di aquiloni

Il cacciatore di aquiloni

Softcover
3.54

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Description

Nell¿Afghanistan degli anni settanta il dodicenne Amir desidera con tutto se stesso vincere la gara di aquiloni che si tiene ogni anno a Kabul; ad assisterlo e a sostenere i suoi sforzi c¿è Hassan, un amico caro quanto un fratello. Ma nel giorno in cui Amir riesce finalmente a realizzare il proprio sogno, Hassan è vittima di un episodio terribile che segna la conclusione dell¿amicizia che li lega. A sconvolgere per sempre le esistenze dei due ragazzi arriva poi l¿invasione russa, che costringe la famiglia di Amir a lasciare l¿Afghanistan. È la fine di un mondo e di una vita e l¿ingresso in una nuova realtà capace di offrire ad Amir opportunità prima impensabili. Ma il passato non si cancella, e decenni dopo, diventato ormai adulto, Amir capisce di dover tornare nel proprio paese d¿origine, ormai stretto nella morsa del dominio talebano, per conquistare l¿unica cosa che davvero gli manca: il riscatto dalle proprie colpe. In questo romanzo, Khaled Hosseini narra una storia intensa e drammatica che si apre verso una prospettiva di salvezza e speranza. Un libro sull¿amicizia, sulle ferite che scavano abissi e sulla possibilità di redenzione che attende ciascuno di noi.

Book Information

Main Genre
Novels
Sub Genre
Miscellaneous
Format
Softcover
Pages
384
Price
27.50 €

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4

 Libro strafamoso, che io ho sempre snobbato liquidandolo con uno sbrigativo "non è il mio genere": mi sbagliavo di grosso, perché è un romanzo intenso che mi ha coinvolto sin dalle prime righe.E' una storia di colpa, maturazione e redenzione: del protagonista Amir, ma più in generale dell'intero popolo Afghano. Si struttura in tre parti: nella prima, la più toccante a mio parere, si gettano le basi della trama e facciamo la conoscenza di tutti i personaggi chiave. Il tono è nostalgico-malinconico e si avverte un senso fortissimo di ineluttabilità; la seconda sezione è interlocutoria, attraverso Amir che cresce e si ricostruisce una vita in America diamo uno sguardo ravvicinato alla vita dei profughi. La terza parte è la più emozionante, quella dove il passato torna a farsi sentire e che tra drammi e colpi di scena ci catapulta in un Afghanistan devastato da un ventennio di guerra civile e da una dittatura feroce (pagine amarissime da leggere proprio adesso, quando nonostante un ulteriore ventennio di guerre e di timide speranze la situazione lì è tornata quella di allora). Infine c'è una conclusione relativamente serena, ma che per fortuna si mantiene realistica e non sceglie la strada del vissero felici e contenti; nel complesso tutta l'opera è piuttosto cruda e mai banalmente consolatoria, una scelta che ho apprezzato.Lo stile non è particolarmente brillante, ma è scorrevole e trovo che il pastiche tra discorso corrente e termini afghani sia ben riuscito e contribuisca all'immersività.Romanzo da leggere per capire meglio un paese che è molto più delle guerre che lo tormentano da 40 anni, ma anche semplicemente per godersi una bella storia. 

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