Addio a Berlino

Addio a Berlino

Softcover
4.01

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Description

«Io sono una macchina fotografica con l'obiettivo aperto» dichiara l'alter ego di Christopher Isherwood arrivando nell'autunno del 1930 a Berlino. Un obiettivo ¿ si può aggiungere ¿ inesorabile, attraverso il quale partecipiamo come dal vivo ai suoi incontri nel cuore pulsante di una Repubblica di Weimar che si avvia al suo fosco tramonto: da un'eccentrica, anziana affittacamere alla sensuale Sally Bowles, aspirante attrice un po' svampita, a Otto, ombroso proletario diciassettenne, a Natalia Landauer, rampolla di una colta famiglia ebrea dell'alta società. Tra cabaret e caffè, tra case signorili e squallide pensioni, tra il puzzo delle cucine e quello delle latrine, tra file per il pane e le manifestazioni di piazza, tra crisi economica e cupa euforia, Isherwood mette in scena «la prova generale di una catastrofe» e ci fa assistere alla resistibile ascesa del nazismo. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.

Book Information

Main Genre
Novels
Sub Genre
Classics
Format
Softcover
Pages
252
Price
21.50 €

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"No. Perfino ora non posso credere sul serio che tutto questo sia realmente accaduto." Christopher Isherwood racconta la Berlino degli anni '30 con gli occhi di Christopher Isherwood, alter ego con cui condivide il nome per non nascondere l'indubbia componente autobiografica, sebbene sin dall'introduzione ci tenga a puntualizzare come la sua non sia una semplice cronaca, ma il frutto della filtrazione attraverso la finzione narrativa. Addio a Berlino si divide 6 distinti capitoli [Diario berlinese (Autunno 1930), Sally Bowles, Sull’isola di Ruegen (Estate 1931), I Nowak, I Landauer, Diario berlinese (Inverno 1932-33)], ciascuno dei quali si focalizza su una parte dell'esperienza berlinese dell'autore e sulle persone che ne hanno fatto parte: dall'affittuaria, Fraulein Kost, che, come la stessa Berlino, è passata da una vita agitata alla necessità di sbarcare il lunario come meglio può, alla spumeggiante Sally Bowles, costantemente alla ricerca dell'uomo che le cambierà la vita (o per lo meno del portafoglio che la mantenga); dal taciturno, nevrotico Peter all'opportunista Otto; dai Novak, la famiglia di Otto, costretti a vivere in un appartamento tanto angusto quanto malsano, cercando di tirare avanti con tanti piccoli sotterfugi, ai ricchi Landauer, su cui pende la spada di Damocle del sempre più forte antisemitismo, e di cui alcuni finiranno per cadere vittima; e poi c'è "lei", Berlino, ancora in grado di ammaliare nonostante il degrado, con i caffè e i locali malfamati, con i quartieri altolocati e le case dormitorio, con i fasti di un tempo e la miseria attuale, e in cui Christopher sembra sentirsi davvero a casa, sebbene alla fine non gli resti altra scelta che partire, lasciandosi alle spalle l'orrore di una città e di una nazione che stanno per cambiare per sempre, portandosi dietro l'Europa e il mondo: il populismo, la retorica nazionalista, la politica dell'odio, l'illusione di riportare l'ordine attraverso un sistema militarista, ma soprattutto la spinta a lasciare esplodere quanto di più violento e assetato di sangue, stanno per prendere il sopravvento, annientando lungo la strada qualsiasi opposizione. La povertà e il bisogno sono stati un terreno fertile, ma per la maggior parte della popolazione si è trattato semplicemente di un adattarsi e lasciarsi trascinare dalla corrente. Sebbene Isherwood si imponga di narrare gli eventi in maniera distaccata, senza lasciar trapelare l'intimo coinvolgimento, questo riesce comunque ad affiorare attraverso piccole crepe e a farsi sentire dolente, come nella sconsolata e silenziosamente accorata battuta finale, quella incredulità che lascia sgomenti e impotenti. Una lettura coinvolgente e sempre attuale, soprattutto in questi tempi.

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