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Romane

Io una volta abitavo qui

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Über das Buch

La prosa tagliente, rarefatta, la spietata onestà, l'allarmante esibizione dei meandri più bui dell'io: sono i tratti essenziali di Jean Rhys, che gettava la vita in pasto ai suoi racconti come chi di vite ne abbia vissute troppe e le disconosca tutte. Bambina col vestito di piquet in una Dominica insieme sordida e fiabesca, riluttante collegiale espatriata in Inghilterra, ballerina di fila, comparsa del demi-monde londinese, vedova bianca di un carcerato olandese, parigina derelitta e affamata, protégée di Ford Madox Ford, e infine anziana solitaria nel piovoso Devonshire, dove il clamoroso successo del Grande mare dei Sargassi «è arrivato troppo tardi»- tutte queste identità sono state sue, e di tutte leggiamo, attoniti, sapendo che continueranno a darci sorprese dolorose e rivelatrici. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
ISBN9788845931789
Erscheinungsdatum08.06.17
Seitenzahl160

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  • ilariam
    ilariam

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    "Io una volta abitavo qui" raccoglie racconti pubblicati da Jean Rhys tra il 1927 e il 1976, uniti insieme per la prima volta solo nel 1992. Difficile non intravedere un che di autobiografico: i Caraibi (con gli inevitabili toni da letteratura coloniale, nell'incontro/scontro tra mondi diversi, destinarsi a non amalgamarsi mai), il trasferimento in Europa, il desiderio di diventare attrice, Parigi, gli stenti, l'alcolismo e la solitudine. L'impressione è ancora più rafforzata dall'ordine in cui i racconti compaiono nella raccolta: dapprima quelli ambientati ai Caraibi, poi Parigi, Londra; infine, un tardivo ritorno a casa. A fare da filo rosso che attraversa l'intera raccolta è un sentire tutto femminile, che rispecchia la condizione della donna nel secolo scorso: l'importanza delle apparenze e della difesa della virtù, o l'ostracismo a cui va incontro chi decide di vivere in maniera più disinibita; l'ostinazione a vivere, anche se spesso è solo un sopravvivere; i compromessi e le difficoltà se non si ha un uomo accanto, un qualsiasi uomo; i tanti limiti imposti. C'è il senso di spaesamento di chi non riesce a trovare un proprio posto nel mondo, ma che comunque continua a sperare in qualcosa di più. Si respira un anelito alla libertà, contro ogni costrizione, fedeli solo a se stessi, ai propri desideri e ai propri sentimenti. C'è miseria, c'è dolore, ci sono squallidi caffè e alberghetti di infima categoria; c'è persino la fame, quella vera. Ci si abbandona, ci si lascia andare, eppure è comunque un andare avanti. Per quanto brevi, stringati, questi racconti hanno comunque un che di compiuto, riuscendo perfettamente a trasmettere uno stato d'animo, un'esperienza. Sicuramente un buon mezzo per avvicinarsi ad una scrittrice troppo a lungo dimenticata.

    1. Nov. 2018

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