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Celebre raccolta di cinque racconti, che hanno in comune oltre all'ambientazione un certo gusto per il tragicomico e per la satira pungente.Il più famoso è certamente Il naso, capolavoro nonsense in cui una premessa grottesca è il pretesto per mettere alla berlina la fatuità della piccola borghesia russa; sempre di piccola borghesia si parla ne Il cappotto, dove però i toni si fanno più mesti e il surreale lascia il posto ad un'ironia amara che in certi passaggi sfocia quasi nel patetismo. L'altro racconto molto conosciuto è La prospettiva, notevole soprattutto per la prima parte, in grado di descrivere la strada più frequentata diella città in maniera talmente suggestiva che ci sembrerà davvero di camminare per la Pietroburgo di metà ottocento.Gli altri due lavori sono meno noti ma altrettanto validi: ne Il ritratto viene introdotto un elemento soprannaturale e seguiamo le vicende di un quadro che passa di mano in mano diffondendo infelicità, mentre in Diario di un pazzo seguiamo la lenta discesa di un uomo verso la follia tramite quello che riporterà in un diario sempre più alienato e alienante. Personalmente è quello che ho preferito fra tutti, per l'originalità del tema e della struttura.Come sempre, quando si tratta di grandi classici è superfluo specificare che si tratta di alta letteratura e che sono scritti divinamente. Resta solo da aggiungere il giudizio personale, che nel mio caso è fermo a metà strada: i racconti non sono il mio forte eppure questi li ho letti con piacere e ne ho apprezzato i meriti oggettivi, ma non sono riuscita a fare quel passo in più che me li avrebbe fatti amare.
26. Nov. 2025
Celebre raccolta di cinque racconti, che hanno in comune oltre all'ambientazione un certo gusto per il tragicomico e per la satira pungente.Il più famoso è certamente Il naso, capolavoro nonsense in cui una premessa grottesca è il pretesto per mettere alla berlina la fatuità della piccola borghesia russa; sempre di piccola borghesia si parla ne Il cappotto, dove però i toni si fanno più mesti e il surreale lascia il posto ad un'ironia amara che in certi passaggi sfocia quasi nel patetismo. L'altro racconto molto conosciuto è La prospettiva, notevole soprattutto per la prima parte, in grado di descrivere la strada più frequentata diella città in maniera talmente suggestiva che ci sembrerà davvero di camminare per la Pietroburgo di metà ottocento.Gli altri due lavori sono meno noti ma altrettanto validi: ne Il ritratto viene introdotto un elemento soprannaturale e seguiamo le vicende di un quadro che passa di mano in mano diffondendo infelicità, mentre in Diario di un pazzo seguiamo la lenta discesa di un uomo verso la follia tramite quello che riporterà in un diario sempre più alienato e alienante. Personalmente è quello che ho preferito fra tutti, per l'originalità del tema e della struttura.Come sempre, quando si tratta di grandi classici è superfluo specificare che si tratta di alta letteratura e che sono scritti divinamente. Resta solo da aggiungere il giudizio personale, che nel mio caso è fermo a metà strada: i racconti non sono il mio forte eppure questi li ho letti con piacere e ne ho apprezzato i meriti oggettivi, ma non sono riuscita a fare quel passo in più che me li avrebbe fatti amare.
26. Nov. 2025




