4. März
Rating:5

Le prime 5 stelle tra le letture di questo 2023.
Non un libro perfetto, ma mi ha saputo intrattenere senza deludere le aspettative, e il rischio era piuttosto alto.
Era facile, infatti, che l’autrice cedesse alla tentazione di porre troppo l’accento su rivendicazioni proto-femministe di facciata, tanto care al pubblico odierno, al pari di qualsiasi altra “causa”.
Qualcosina c’è, ma giusto il minimo indispensabile. L’essere donna della protagonista è l’espediente narrativo che permette di tener su la storia, non la sua unica ragione d’essere.
Una ragazza di buona famiglia, il cui destino pare scritto da sempre, non desidera altro se non diventare un chirurgo. È sufficientemente pragmatica da capire che il matrimonio con il cugino, futuro visconte, è qualcosa a cui non si può permettere di rinunciare, sebbene sia anche convinta che, in un modo o nell’altro, riuscirà a convincerlo a lasciarle praticare la professione; in fondo è sempre stato piuttosto comprensivo nei confronti delle sue “stranezze”, no? Ma se le sue fossero solo illusioni, se non riuscisse a superare l’esame d’abilitazione, considerato pure che, come donna, non le è permesso di partecipare alle lezioni preparatorie; se il futuro che l’attende non prevedesse le libertà che si attende, se un trafugatore di cadaveri le facesse battere il cuore come nessun altro prima di lui?
Ora non resta che attendere il secondo volume “immortality” (o lo leggerò in inglese, incapace di reggere l’attesa di un’edizione italiana?).
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