Se, oltre a varie raccolte di racconti brevi, si è arrivati a quota 11 romanzi, The Chronicles of St Mary's hanno senza dubbio un qualche appeal, grazie soprattutto all'irriverente protagonista, nonché voce narrante. Chissà cosa ne sarebbe stato di Madeleine Maxwell se una delle sue insegnanti delle superiori non l'avesse spinta a dedicarsi allo studio della storia. Ora che Max, come tutti sono soliti chiamarla, è ormai laureata, quella stessa insegnate, la signora De Winters, le propone un colloquio all'Istituto di ricerche storiche Saint Mary. Al di là dell'eccentricità di alcuni personaggi (cosa poi non così sorprendente nell'ambiente accademico), la reticenza su alcuni particolari e attività non esattamente tipiche di un istituto per le ricerche storiche mettono la pulce nell'orecchio della nostra, che non ci mette molto a capire cosa si fa davvero al Saint Mary, ovvero viaggiare nel tempo. E cosa potrebbe desiderare di più uno storico se non essere davvero testimone degli eventi del passato? L'idea di base è accattivante, e si ha da subito l'impressione che La Confraternita degli storici curiosi (a cui preferisco di gran lunga il titolo originale, Just One Damned Thing After Another, molto più in linea con il tono del romanzo) non sia altro che l'inizio di una lunga serie di avventure per Max e i suoi. Peccato, però, che la trama abbia un che di sconclusionato: di cose ne accadono tantissime, ma tutto è troppo rapido; si arriva al dunque senza che il lettore abbia il tempo di "acclimatarsi" e, di conseguenza, di appassionarsi davvero alla storia. Troppo, tutto insieme, come una pallina impazzita che rimbalza da una parte all'altra. Detto questo, e come già accennato in precedenza, la sfrontata protagonista non ci mette molto ad assicurarsi la simpatia del lettore, grazie ai suoi modi spicci e ben poco convenzionali, e probabilmente è questo il motivo della fortuna della serie. Non bisogna lasciarsi ingannare dal tono scanzonato del romanzo, perché, insieme a fiumi di tè (non c'è praticamente un momento in qualcuno non senta l'esigenza di mettere un bollitore sul fuoco), scorrono anche fiumi di sangue (gli storici del Saint Mary, nonché il personale tecnico, pur avendo un nome, sono molto affini alle anonime magliette rosse di Star Trek). In conclusione: una lettura leggera, leggera che forse darà il meglio di sé in futuro, sperando che, se continuerà nella pubblicazione, Corbaccio si limiti a tradurre i titoli originali, e riproponga le copertine dell'edizione inglese.... Più un cinque che non un sei, ma si sa, niente mezze stelline su Goodreads...
7. Feb.Feb 7, 2020
La confraternita degli storici curiosiby Jodi Taylor
