Gertrude Bell: esploratrice, stratega, una vita vissuta in medio oriente e in una società che non era pronta per lei
Il titolo del libro riesce solo in parte a restituire il vero cuore della storia, che invece emerge con grande forza già dalla copertina: la straordinaria vita di Gertrude Bell, donna eccezionale che, a cavallo tra Otto e Novecento, riuscì a imporsi in un mondo dominato dagli uomini, diventando di fatto l’unica donna impiegata dall’Impero Britannico in delicate missioni di spionaggio e relazioni internazionali sul fronte mediorientale. Figura incredibilmente colta, brillante e complessa, Gertrude Bell appare quasi “cento anni avanti” rispetto alla società del suo tempo. Il libro riesce a raccontarla magnificamente in tutte le sue profonde contraddizioni: donna acuta, intelligentissima ed estremamente indipendente, capace di vivere una vita fuori da ogni schema sociale dell’epoca, ma allo stesso tempo profondamente conservatrice e molto pudica. Colpisce e quasi sconcerta vedere come si battesse contro il diritto di voto alle donne e sostenesse una visione femminile legata al ruolo di “madre del focolare”, mentre lei stessa — anche grazie al suo immenso patrimonio personale — conduceva una vita straordinariamente libera, autonoma e fuori dal coro. Sul fondo della vicenda si staglia il grande tema dell’imperialismo coloniale britannico e, leggendo, è impossibile non riconoscere i semi di molti dei drammi geopolitici che avrebbero segnato il Medio Oriente nei decenni successivi e con cui ci confrontiamo ancora oggi. È un libro estremamente curato, sia dal punto di vista linguistico sia da quello storico e narrativo. Pur essendo un volume di circa 400 pagine, si legge tutto d’un fiato in pochi giorni: il linguaggio è raffinato, coinvolgente e mai pesante. Romanzo storico, biografia, racconto di politica internazionale e, in fondo, anche grande libro d’avventura: un’opera davvero affascinante, che entra senza dubbio nella mia lista dei libri preferiti. Consigliatissimo.

