Dramma famosissimo, rappresentato un'infinità di volte e capolavoro riconosciuto di Tennessee Williams; ora che finalmente l'ho letto, capisco il perché del suo successo.E' un'opera di grande atmosfera e di ancor più grande coinvolgimento emotivo, che sin dalla prima scena ci captapulta nei sobborghi della New Orleans anni '40, torridi e stagnanti sia realmente che metaforicamente. Tutto il dramma è giocato su questo dualismo, i personaggi sono vividi e pieni di passione ma sono anche simboli; quindi abbiamo Blanche e Stella, due sorelle con le stesse radici ma diversi destini, a rappresentare l'deale tramontato del vecchio sud. Entrambe sono sconfitte in partenza, ma mentre Stella si rassegna a farsi schiacciare e calpestare perchè, con le parole della vicina di casa Eunice: "Qualsiasi cosa capiti, si deve andare avanti.", Blanche non rinuncia alle sue illusioni ed arriverà al punto di perdere se stessa, prima fisicamente e poi mentalmente. A farla soccombere sarà Stanley, l'animalesco e violento marito della sorella, emblema del modello maschile oppressivo ma più in generale della nuova america, in cui a trionfare sono la forza bruta ed il materialismo.E' un pugno nello stomaco questo libro, non c'è mai un momento di riscatto e siamo immersi fin da subito nello squallore e nella meschinità, fino alla tragedia finale. Un po' troppo forse, per i miei gusti, ma questo non toglie nulla alla qualità del testo.Vista l'importanza delle atmosfere sono sicura che in teatro renderebbe molto di più, soprattutto per la musica, parte fondamentale dell'opera e della stessa New Orleans; anche così però resta un' opera di spessore, scritta benissimo, che qualunque appassionato di teatro o di letterattura americana dovrebbe leggere.
it's certainly an interesting play and worth discussing. i just dislike reading a play by a male author who makes the female character suffer through so much while on the other hand the abusive male characters continue to live on as they did. it's obviously a work of its time.
What the fuck...
Nachdem Blanche DeBois das Familienanwesen Belle Reves nicht mehr halten konnte, flüchtet sie sich zu ihrer Schwester Stella und ihrem Mann Stanley Kowalski. Dort spielt sie die umschwärmte Südstaatenschönheit, doch schon bald kommt es aufgrund der beengten Wohnverhältnisse und Stanleys verrohter Art zu Konflikten. Zudem scheint Blanche in ihrer eigenen Welt zu leben. Die Situation spitzt sich zu als das ganze Ausmaß ihrer Vergangenheit ans Licht kommt und ihr Verehrer Mitch sie fallen lässt. Tennessee Williams „Endstation Sehnsucht“ ist ein Klassiker der amerikanischen Literatur und es hat Spaß gemacht dieses Theaterstück zu lesen. Denn auch ohne dass es mir von Schauspielern präsentiert wurde, machten die detaillierten Regieanweisungen das ganze lebendig. Es gelang mir ohne weiteres mich in den warmen Sommer in New Orleans in die Enge einer Zwei-Raum-Wohnung einzufühlen und mit den Protagonisten zu leiden. Der Brutalität von Stanley, der von Blanche mit einem Affenmenschen verglichen wird, war ebenso greifbar, wie Blanches zunehmender Wahnsinn, der am Ende eskaliert. Ich bin auch froh, dass ich das Stück nicht in der Schule lesen musste, denn das Zerpflücken jeder Szene hätte mir auf alle Fälle die Freude an dem Stück verdorben.

„Endstation Sehnsucht“ wurde 1947 in New York uraufgeführt. Der Autor erhielt dafür den Pulitzer- Preis. Die Geschichte ist spannend geschrieben und das Ende ziemlich traurig.
War okay als Schullektüre
Wow, erste Erkenntnis für die zukünftige Lesereise: MEHR Theaterstücke lesen. Vor allem die stage directions intensiveren das Leseerlebnis ungemein. Die Charaktere waren ausnahmslos super unsympathisch, aber Williams hat den plot so gut drehen können, dass mit jeder neuen Seite die eigene Stimmung ins Wanken gebracht wurde.






