L'arte nell'epoca della riproducibilità digitale: In the Flow
by Boris Groys
Paperback
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Description
All'inizio del XX secolo l'arte e le sue istituzioni sono state oggetto di critica da parte di un nuovo spirito democratico ed egualitario. Venne così rifiutata l'idea di opera d'arte come oggetto sacro e successivamente sarebbe stata intesa solo come cosa. Ciò comporta un attacco al realismo e alla tradizionale missione conservatrice del museo. Boris Groys sostiene che questa dinamica ha favorito lo sviluppo di un "realismo diretto": un'arte che non produrrebbe oggetti, ma pratiche (dall'arte della performance all'estetica relazionale) che non sono destinate a sopravvivere. Da più di un secolo, tuttavia, ogni passo in questa direzione è stato rapidamente seguito da nuovi mezzi che hanno invece difeso la distinzione dell'arte. In questo importante ultimo libro, Groys mappa i paradossi che risultano da questa tensione, ed esplora l'arte nell'era di un medium etereo qual'è Internet. "La maggior parte dei testi sulle intersezioni tra arte e vita contemporanee si arrende, quasi istantaneamente, alle seduzioni del presentismo, o, più lentamente ma inevitabilmente, alla malinconia per la perdita del modernismo. Non è così con i saggi di Boris Groys. In the Flow traccia il complesso dialogo, attraverso un secolo e più, tra arte e filosofia, la politica e i mass media, il lifestyle, i musei, e, infine, Internet. Alcuni flussi sono familiari, ma la maggior parte non lo sono: dalle avanguardie della Rivoluzione Russa allo Stato stalinista come opera d'arte totale, da Clement Greenberg a Google, da Martin Heidegger a Julian Assange. Scritti con il tipico stile provocatorio di Groys, con associazioni mozzafiato e paradossi produttivi, questi saggi sono una sfida, ma anche un piacere da leggere".[Terry Smith, autore di What Is Contemporary Art?]
Book Information
Main Genre
N/A
Sub Genre
N/A
Format
Paperback
Pages
180
Price
N/A
Description
All'inizio del XX secolo l'arte e le sue istituzioni sono state oggetto di critica da parte di un nuovo spirito democratico ed egualitario. Venne così rifiutata l'idea di opera d'arte come oggetto sacro e successivamente sarebbe stata intesa solo come cosa. Ciò comporta un attacco al realismo e alla tradizionale missione conservatrice del museo. Boris Groys sostiene che questa dinamica ha favorito lo sviluppo di un "realismo diretto": un'arte che non produrrebbe oggetti, ma pratiche (dall'arte della performance all'estetica relazionale) che non sono destinate a sopravvivere. Da più di un secolo, tuttavia, ogni passo in questa direzione è stato rapidamente seguito da nuovi mezzi che hanno invece difeso la distinzione dell'arte. In questo importante ultimo libro, Groys mappa i paradossi che risultano da questa tensione, ed esplora l'arte nell'era di un medium etereo qual'è Internet. "La maggior parte dei testi sulle intersezioni tra arte e vita contemporanee si arrende, quasi istantaneamente, alle seduzioni del presentismo, o, più lentamente ma inevitabilmente, alla malinconia per la perdita del modernismo. Non è così con i saggi di Boris Groys. In the Flow traccia il complesso dialogo, attraverso un secolo e più, tra arte e filosofia, la politica e i mass media, il lifestyle, i musei, e, infine, Internet. Alcuni flussi sono familiari, ma la maggior parte non lo sono: dalle avanguardie della Rivoluzione Russa allo Stato stalinista come opera d'arte totale, da Clement Greenberg a Google, da Martin Heidegger a Julian Assange. Scritti con il tipico stile provocatorio di Groys, con associazioni mozzafiato e paradossi produttivi, questi saggi sono una sfida, ma anche un piacere da leggere".[Terry Smith, autore di What Is Contemporary Art?]
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180
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