Cent'anni di solitudine
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Ma che meraviglia questo romanzo, uno dei pochi a cui davvero mi sento di associare la parola capolavoro.E' un'opera-fiume, opulenta, in cui si mescolano sensualità carnale, spiritualità e superstizione. Seguiamo le alterne fortune dei Buendía, stirpe capace di grandi imprese e di ancor più grandi passioni ma condannata ad un eterno ciclo di illusione, disfacimento e oblio. Lo stesso fato ineluttabile subirà Macondo, lo sperduto villaggio caraibico di cui saranno fondatori e distruttori, in una perfetta chiusura del cerchio.Lo stile è straordinario, riesce a coniugare toni favoleggianti e tensione narrativa grazie ad una prosa evocativa ma allo stesso tempo palpitante e dinamica. D'altronde è proprio da questa contraddizione che prende vita il realismo magico, di cui Marquez è iniziatore e maestro: nessuno come lui sa raccontare un mondo diverso dal nostro, sospeso tra immginazione e sogno, e riuscire nonostante tutto a farcelo percepire come familiare.E' un libro che avevo già letto ed apprezzato durante l'adolescenza, ma forse non ero ancora una lettrice abbastanza matura per cogliere appieno la profondità dei contenuti e l'intensità della scrittura: sono ben felice di averlo riscoperto in tutto il suo immenso valore letterario.
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Ma che meraviglia questo romanzo, uno dei pochi a cui davvero mi sento di associare la parola capolavoro.E' un'opera-fiume, opulenta, in cui si mescolano sensualità carnale, spiritualità e superstizione. Seguiamo le alterne fortune dei Buendía, stirpe capace di grandi imprese e di ancor più grandi passioni ma condannata ad un eterno ciclo di illusione, disfacimento e oblio. Lo stesso fato ineluttabile subirà Macondo, lo sperduto villaggio caraibico di cui saranno fondatori e distruttori, in una perfetta chiusura del cerchio.Lo stile è straordinario, riesce a coniugare toni favoleggianti e tensione narrativa grazie ad una prosa evocativa ma allo stesso tempo palpitante e dinamica. D'altronde è proprio da questa contraddizione che prende vita il realismo magico, di cui Marquez è iniziatore e maestro: nessuno come lui sa raccontare un mondo diverso dal nostro, sospeso tra immginazione e sogno, e riuscire nonostante tutto a farcelo percepire come familiare.E' un libro che avevo già letto ed apprezzato durante l'adolescenza, ma forse non ero ancora una lettrice abbastanza matura per cogliere appieno la profondità dei contenuti e l'intensità della scrittura: sono ben felice di averlo riscoperto in tutto il suo immenso valore letterario.




