Ho poco da dire su questo ennesimo romanzo italiano ad occuparsi della cosiddetta "crisi della famiglia", un tema abusatissimo sia nel cinema che nella letteratura nostrane e che ormai da decenni è stato declinato in tutte le salse.La struttura ed i personaggi sono sempre gli stessi, con qualche piccola variazione sul tema; infatti anche in questo caso abbiamo l'uomo immaturo e patologicamente irresponsabile che si accompagna ad una moglie castrante e cerca rifugio in un'amante giovane bella e libera. Sullo sfondo i figli, anche loro variamente nevrotici ed infelici. E' tutto indiscutibilmente misero e frustrante, coi protagonisti che si prendono troppo sul serio e senza mai un momento più leggero per spezzare la tensione. Un pessimismo totalizzante che fa il giro e diventa superficialità perché la vita non è mai così assoluta, nemmeno nel dolore.Non è neanche un brutto libro in realtà, perché si legge con piacere e la curiosità di arrivare alla fine c'è: il problema è che non racconta nulla di nuovo, non riesce a spiccare né per lo stile né per i contenuti.A lettura conclusa non mi è rimasto niente se non una sensazione di già visto ed una vaga irritazione verso i personaggi: il classico libro presto letto e presto dimenticato.
26. Nov.26. Nov. 2025
Auf immer verbundenvon Domenico StarnoneDVA

