Lacci

Lacci

Hardcover
3.46

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Beschreibung

Che cosa lasciamo, quando lasciamo qualcuno? Una casa, una famiglia, il passato, un’idea di futuro, la nostra peggiore fotografia impressa a fuoco negli occhi di chi abbiamo amato. Passiamo la vita a spaccare vasi e incollare cocci illudendoci di essere nuovi di zecca. E cerchiamo di non guardare troppo indietro, perché il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e struggente. Domenico Starnone ha scritto un libro intensissimo e vero. Il racconto a tre voci delle forze sotterranee che tengono in vita i matrimoni anche dopo l’amore.

«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza piú che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell’abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Buchinformationen

Haupt-Genre
N/A
Sub-Genre
N/A
Format
Hardcover
Seitenzahl
138
Preis
N/A

Beiträge

2
Alle
2.5

 Ho poco da dire su questo ennesimo romanzo italiano ad occuparsi della cosiddetta "crisi della famiglia", un tema abusatissimo sia nel cinema che nella letteratura nostrane e che ormai da decenni è stato declinato in tutte le salse.La struttura ed i personaggi sono sempre gli stessi, con qualche piccola variazione sul tema; infatti anche in questo caso abbiamo l'uomo immaturo e patologicamente irresponsabile che si accompagna ad una moglie castrante e cerca rifugio in un'amante giovane bella e libera. Sullo sfondo i figli, anche loro variamente nevrotici ed infelici. E' tutto indiscutibilmente misero e frustrante, coi protagonisti che si prendono troppo sul serio e senza mai un momento più leggero per spezzare la tensione. Un pessimismo totalizzante che fa il giro e diventa superficialità perché la vita non è mai così assoluta, nemmeno nel dolore.Non è neanche un brutto libro in realtà, perché si legge con piacere e la curiosità di arrivare alla fine c'è: il problema è che non racconta nulla di nuovo, non riesce a spiccare né per lo stile né per i contenuti.A lettura conclusa non mi è rimasto niente se non una sensazione di già visto ed una vaga irritazione verso i personaggi: il classico libro presto letto e presto dimenticato. 

4

Sehr schöne Geschichte über das Leben einer Ehe. Mit viel Hass, Eifersucht und doch kommt man voneinander nicht los. Schön geschrieben, auch wenn die Charaktere sehr unnahbar wirken. Mehr: https://commigratio.com/2018/06/27/domenico-starnone-auf-immer-verbunden/

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