Il Nome Della Rosa (I grandi tascabili)
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Il nome della rosa è un romanzo arcinoto, uno dei fiori all'occhiello della letteratura italiana contemporanea. E' così imponente e pieno di sfaccettature che è difficile inquadrarlo in un genere ben definito: è principalmente un giallo storico, certo, ma è anche pieno di dissertazioni filosofiche e teologiche che non sono fini a se stesse ma parte organica della trama. La ricostruzione storica è curata al dettaglio, sia dal punto di vista linguistico che d'ambiente: sembra davvero che a parlare sia un monaco medievale e le descrizioni sono vivide, creano un senso di immersività totale.Politica e religione si intrecciano e si sovrappongono costantemente al mistero, che diventa solo uno dei tanti aspetti del romanzo e forse neanche il più importante, spesso si ha l'impressione che sia solo un pretesto per raccontare uno spaccato di storia italiana. Questo mi ha lasciato spiazzata, a chiedermi quanta parte del volume sia nata da genuino piacere nel narrare e quanta invece come sfoggio di bravura di Eco, intellettuale indiscutibilmente colto e preparato ma forse poco "scrittore"; infatti è una lettura impegnativa e poco scorrevole, che richiede al lettore una buona dose di concentrazione e che in molte parti si avvicina più a un saggio che ad un romanzo.Resta un gran libro, uno di quelli che davvero ti lascia qualcosa una volta portato a termine, ma che si legge più per arricchimento culturale che per piacere personale.
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Il nome della rosa è un romanzo arcinoto, uno dei fiori all'occhiello della letteratura italiana contemporanea. E' così imponente e pieno di sfaccettature che è difficile inquadrarlo in un genere ben definito: è principalmente un giallo storico, certo, ma è anche pieno di dissertazioni filosofiche e teologiche che non sono fini a se stesse ma parte organica della trama. La ricostruzione storica è curata al dettaglio, sia dal punto di vista linguistico che d'ambiente: sembra davvero che a parlare sia un monaco medievale e le descrizioni sono vivide, creano un senso di immersività totale.Politica e religione si intrecciano e si sovrappongono costantemente al mistero, che diventa solo uno dei tanti aspetti del romanzo e forse neanche il più importante, spesso si ha l'impressione che sia solo un pretesto per raccontare uno spaccato di storia italiana. Questo mi ha lasciato spiazzata, a chiedermi quanta parte del volume sia nata da genuino piacere nel narrare e quanta invece come sfoggio di bravura di Eco, intellettuale indiscutibilmente colto e preparato ma forse poco "scrittore"; infatti è una lettura impegnativa e poco scorrevole, che richiede al lettore una buona dose di concentrazione e che in molte parti si avvicina più a un saggio che ad un romanzo.Resta un gran libro, uno di quelli che davvero ti lascia qualcosa una volta portato a termine, ma che si legge più per arricchimento culturale che per piacere personale.




