I ratti nei muri
Jetzt kaufen
Durch das Verwenden dieser Links unterstützt du READO. Wir erhalten eine Vermittlungsprovision, ohne dass dir zusätzliche Kosten entstehen.
Beschreibung
"Ingombrante e ingrato, indegno e impietoso è il giudizio che dèi assenti e uomini furenti sempre infliggono all'ultimo erede di una genìa maledetta. Quando poi, a quel giudizio, va ad aggiungersi anche il tetro, sinistro retaggio di una magione altrettanto maledetta, allora il compito dell'erede in questione non può non configurarsi come la quintessenziale 'missione impossibile'.Cionondimeno, è con ammirevole coraggio e con lodevole determinazione che il protagonista, simultaneamente vittima e carnefice, scelto da Howard Phillips Lovecraft – protagonista tormentato da un sordido albero genealogico – decide di affrontare sia l'impossible missione che le sue prevedibili conseguenze.Come in larga parte dell'opera di Howard Phillips Lovecraft, anche ne I ratti nei muri è una forma d'arte – in questo caso la restaurazione architettonica – a fare da vero e proprio contenitore per un apologo di fatalistica dannazione. L'ossessionante, esasperante, disperante odissea volta a ricostruire qualcosa da troppo tempo irreparabilmente consunto si tramuta così nella cronaca di una discesa a inferi di crudele futilità, di atroce inutilità, di sadica ineluttabilità. Inferi per i quali i confini tra vero e falso, reale e onirico, agognato e odiato diventano un plasma di oscuro caos. Negli inferi così magistralmente rappresentati ne I ratti nei muri, la perfezione fittizia è ricettacolo di orde fameliche, l'eleganza artefatta si tramuta in palcoscenico di atrocità cannibalesche, l'estetica ipocrita assurge a viatico di condanna demoniaca." Alan D. Altieri. Tratto da "Il dominatore delle tenebre", pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 57.208.
Buchinformationen
Beschreibung
"Ingombrante e ingrato, indegno e impietoso è il giudizio che dèi assenti e uomini furenti sempre infliggono all'ultimo erede di una genìa maledetta. Quando poi, a quel giudizio, va ad aggiungersi anche il tetro, sinistro retaggio di una magione altrettanto maledetta, allora il compito dell'erede in questione non può non configurarsi come la quintessenziale 'missione impossibile'.Cionondimeno, è con ammirevole coraggio e con lodevole determinazione che il protagonista, simultaneamente vittima e carnefice, scelto da Howard Phillips Lovecraft – protagonista tormentato da un sordido albero genealogico – decide di affrontare sia l'impossible missione che le sue prevedibili conseguenze.Come in larga parte dell'opera di Howard Phillips Lovecraft, anche ne I ratti nei muri è una forma d'arte – in questo caso la restaurazione architettonica – a fare da vero e proprio contenitore per un apologo di fatalistica dannazione. L'ossessionante, esasperante, disperante odissea volta a ricostruire qualcosa da troppo tempo irreparabilmente consunto si tramuta così nella cronaca di una discesa a inferi di crudele futilità, di atroce inutilità, di sadica ineluttabilità. Inferi per i quali i confini tra vero e falso, reale e onirico, agognato e odiato diventano un plasma di oscuro caos. Negli inferi così magistralmente rappresentati ne I ratti nei muri, la perfezione fittizia è ricettacolo di orde fameliche, l'eleganza artefatta si tramuta in palcoscenico di atrocità cannibalesche, l'estetica ipocrita assurge a viatico di condanna demoniaca." Alan D. Altieri. Tratto da "Il dominatore delle tenebre", pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 57.208.



